La prima parte è stata pubblicata nei giorni precedenti.
Le licenze Open
Esistono numerose varianti delle licenze "Open", ma tutte si rifanno alle quattro libertà fondamentali.
Ad esempio, la GNU General Public License è una licenza per software libero.
Viene spesso indicata con l'acronimo GNU GPL o semplicemente GPL.
Scritta nel 1989 da Richard Stallman e Eben Moglen, per distribuire i programmi creati dal Progetto GNU, è stata recentemente aggiornata (29 giugno 2007) alla versione 3.
Contrapponendosi alle licenze per software proprietario, la GNU GPL permette all'utente libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione ed a partire dalla sua creazione è diventata una delle licenze per software libero più usate.
Con un gioco di parole, il "Copyright" diventa "Copyleft", ovvero le licenze libere utilizzano lo strumento del Copyright non per proteggere dei diritti commerciali, ma per lasciare libero per sempre il software, blindandolo in tutte le sue evoluzioni.
Vi sono licenze open legate al mondo dell'editoria, dell'arte, del software, ecc.
Un esempio è la licenza con la quale viene rilasciato il documento che state leggendo e le slide della presentazione relativa.
Questa licenza è una delle note "Creative Common" si può riassumere come: Sei libero di copiare, distribuire, trasmettere quest'opera e di modificarla a condizione di:
attribuirne all'autore originale, non usare quest'opera per fini commerciali, condividerla allo stesso modo.
Per identificare la Creative Common vengono utilizzati dei simboli grafici che ne esprimono il significato.

Standard "open" e "closed" per i documenti
I dati che noi trattiamo, messi in relazione con altri dati, assumono il valore di "informazioni".
Questo è quanto ci dice la teoria dei database.
Quando registriamo i nostri dati e le nostre informazioni su un computer, siano essi immagini, suoni, numeri o parole lo facciamo utilizzando dei sistemi standard, ovvero delle regole universali così che sia possibile per noi e per chiunque altro rileggere ed utilizzare quei dati.
Questi sistemi standard sono chiamati "formati". Conosciamo molti formati, doc, xls, jpg, mp3, ... ognuno con una modalità diversa di memorizzare sul computer lo specifico tipo di informazioni che tratta.
Ora, questi formati possono essere basati su standard "aperti" o "chiusi", in base al fatto che sia conosciuto o meno in che maniera i dati vengano memorizzati e riletti.
Nel caso di standard "chiusi", questo può comportare alcuni problemi:
- Rischio che il destinatario non legga le informazioni o le legga incomplete o non formattate, se non dispone di un programma identico a quello utilizzato per la registrazione.
- Rischio di trasmettere informazioni confidenziali (informazioni extra riguardanti l'utente).
Come esempio basti pensare ai dati che vengono memorizzati dentro i file doc di MS Word, che mantengono al proprio interno anche informazioni cancellate per permettere di tornare ad una versione precedente del documento, ma che allo stesso modo permettono a ch ha accesso al file di assumere informazioni che forse non volevamo avessero. (Ricordate la storia del rapporto sulle armi di distruzione di massa dell'Iran?). - Potenziale propagazione di Virus o di software malevolo.
Non sapendo come funziona veramente un programma non posso essere certo che non contenga backdoor, errori di programmazione o parti di codice che inviino all'esterno informazioni che mi riguardino. - Difesa dei monopoli esistenti nell'ambito delle comunicazioni elettroniche.
Se per utilizzare un documento sono obbligato ad acquistare uno specifico programma, sarò legato al produttore per tutta la vita... Inoltre forse non tutti conoscono la clausola della licenza Microsoft Office secondo la quale Microsoft si riserva di poter revocare il diritto all'uso del software, impedendo di fatto l'accesso ai dati scritti con quel programma.
Al contrario, l'utilizzo di Formati Aperti implica:
- Garanzia di accesso ed esistenza ai propri dati:
sia il creatore che gli eventuali fruitori saranno sempre in grado di leggerli e modificarli. - Garanzia di completa trasparenza al contenuto dei file.
- Limitazione alla propagazione di Virus.
- Promozione della interoperabilità nell'ambito delle comunicazioni elettroniche.
Si possono identificare alcune caratteristiche proprie dei formati standard:
- Il costo per l'utilizzo dello standard è basso, tipicamente viene distribuito gratuitamente.
- Lo standard è stato pubblicato, tutte le specifiche sono a disposizione su Internet.
- Lo standard è adottato sulla base di decisioni aperte prese da tutti coloro che hanno interessa sull'argomento.
- I diritti intellettuali dello standard sono detenuti da una organizzazione Non-Profit, che opera in una politica ad accesso completamente libero.
E' possibile lavorare (e pagarsi di che vivere) con l'open source?
Secondo il Gartner Group le licenze software rappresentano il 17% del totale degli investimenti IT, il restante è ripartito tra hardware, training, ma soprattutto servizi di manutenzione e personalizzazione degli applicativi.
Le aziende che lavorano con l'open source dunque "rinunciano" solo al 17% di fatturato IT potenziale.
Si parla di fatturato, non di ricavo, dato che comunque il fornitore deve a sua volta acquistare il software dal produttore applicando il suo ricarico.
Il risparmio per il minore costo di acquisizione potrà essere riversato nei servizi come formazione e personalizzazione.
L'open source può essere appetibile per il cliente perché:
- Risparmio sul costo delle licenze
- Meno burocrazia
- Personalizzabile
- Riutilizzabile

Fine seconda parte

