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Aggiornato: 1 ora 6 min fa

La Cina blocca anche i bridge di Tor

2 ore 36 min fa


Non è una novità che internet in Cina sia soggetto a rigorosi controlli di Stato, meglio definibili col termine di censura: su Downloadblog.it gli aggiornamenti relativi all’attacco contro Google sono numerosi — e difficilmente sono destinati a scomparire in breve tempo. Gli utenti cinesi più smaliziati avevano una valida soluzione all’oscuramento… almeno, fino a ieri.

Sì, perché negli ultimi giorni anche la risorsa più utile per aggirare la censura è stata messa in ginocchio dal governo di Pechino: mi riferisco a Tor (una soluzione open source, disponibile per tutte le piattaforme). Già in settembre i relay pubblici erano stati bloccati dal firewall cinese, ma soltanto nelle ultime ore anche i bridge hanno subito la stessa sorte.

Superfluo sottolineare come il portale di Tor sia oscurato dal 2008 per evitare l’aggiornamento del software tramite i mirror: l’unica soluzione possibile è che la comunità si attivi per creare nuovi bridge, aborrendone l’elencazione pubblica — poiché la censura ha colpito esclusivamente i bridge presenti nelle liste ufficiali del progetto. Basterà?


Proxy Autodiscovery Protocol, a cosa serve e come usarlo?

Gio, 11/03/2010 - 13:00


Proxy Autodiscovery Protocol è un protocollo che consente al browser di trovare automaticamente il web proxy server da utilizzare nella rete a cui si è connessi. Una soluzione che il mobile computing e le molte reti disponibili rendono molto comodo.

Si può implementare in due modi: dhcp o dns. Il secondo approccio è quello preferito, ma partiamo comunque dalle basi. Entrambi i metodi servono solo a fare in modo che il browser riesca a trovare un file PAC in cui sono indicate le regola da utilizzare quando ci si connette ad un sito web.

All’interno di questo file è presente una funzione FindProxyForURL(url, host) scritta in javascript che restituisce uno o più metodi di accesso per il sito a cui si vuole accedere.

Un esempio molto minimale di PAC:

function FindProxyForURL(url, host) { return "PROXY proxy.example.com:8080; DIRECT"; }

Un esempio più complicato:

function FindProxyForURL(url, host) {
// our local URLs from the domains below example.com don’t need a proxy:
if (shExpMatch(url,"*.example.com/*")) {return "DIRECT";}
if (shExpMatch(url, "*.example.com:*/*")) {return "DIRECT";}

// URLs within this network are accessed through
// port 8080 on fastproxy.example.com:
if (isInNet(host, "10.0.0.0", "255.255.248.0")) {
return "PROXY fastproxy.example.com:8080";
}

// All other requests go through port 8080 of proxy.example.com.
// should that fail to respond, go directly to the WWW:
return "PROXY proxy.example.com:8080; DIRECT";
}

Per controllare la validità del file PAC da voi creato potete utilizzare il pactester o una versione web del suddetto.

Come abbiamo detto prima il browser trova questo file affidandosi alle informazioni ottenute via DHCP o DNS.

Nel primo caso dovremo aggiungere alla configurazione di DHCPD una nuova opzione con codice 252 ed il percorso per il nostro file PAC:

option wpad-url code 252 = text;
option wpad-url "http://wpad.my.domain.tld/proxy.pacn";

Nel caso della ricerca via DNS dovremo fare in modo che sia presente nella nostra rete una macchina che abbia come nome “wpad” e che ospiti via http un file wpad.dat sulla porta 80.

Dopo aver fatto tutto questo non resta che andare nella impostazioni proxy del vostro browser ed abilitare l’autoconfigurazione ed utilizzerete sempre il proxy corretto per la rete a cui siete collegati.

Via | WLug


Fra le 10 applicazioni open source più scaricate domina il peer-to-peer

Gio, 11/03/2010 - 12:00

Vi siete mai chiesti quali siano le più scaricate applicazioni open source? Secondo le statistiche di SourceForge.net, riprese da Kale in un post su Geektrio, nella top ten c’è solo un’applicazione specifica per Linux, due sono cross-platform e il resto sono per Windows.

Sono i programmi di peer-to-peer a farla da padrone (ma attenzione, parliamo dei soli programmi presenti su SourceForge.net). Il podio infatti se lo spartiscono eMule, Vuze (ex Azureus) e Ares Galaxy, client peer-to-peer (torrent il secondo) che permettono di scaricare tutto o quasi. Al nono posto si piazza un altro client del genere, DC++.

Sorprende, o forse no, trovare Gimp per Windows al sesto posto dopo 7-Zip e Filezilla. E ancora più sorprendente è trovare al decimo posto una piccola applicazione che permette di usare le font di Windows su sistemi Linux.

Gli altri piazzati sono Audacity (7°) e PortableApps (8°), applicazione che consente di mettere su usb altri programmi open source, Smart Package of Microsoft core fonts.

via | Geektrio
foto | sam_churchill


Mozilla vuole aggiornare la Mozilla Public License

Gio, 11/03/2010 - 11:00


La Mozilla Foundation ha deciso di aggiornare la sua Mozilla Public License attualmente alla versione 1.1.

L’idea è quella di modernizzare i concetti e correggere le espressioni datate. Non ci saranno particolari modifiche nella sostanza della licenza anche se si potrebbero aggiungere compatibilità con altre licenze open source attualmente non compatibili.

La fondazione chiede l’aiuto di tutti attraverso proposte ed idee per realizzare la nuova licenza che molto probabilmente si chiamerà MPL 2.0 e che dovrebbe arrivare fra ottobre o novembre.

Via | Mozilla


Code Bubble, gli IDE attuali sono superati?

Gio, 11/03/2010 - 10:15

La Brown University ha sviluppato una nuova interfaccia per IDE, Code Bubble, per Java che si discosta molto dai modelli proposti dagli attuali IDE.

Code Bubble anziché basarsi su file punta sui frammenti di codice. Un approccio che potete osservare nel video e che dimostra la semplicità e fa intuire le potenzialità di questo approccio.

Seguire il codice, controllare la documentazione ed eseguire l’applicazione nel debugger, tutto con la stessa interfaccia. Una proposta innovativa e che può svecchiare un po’ il mondo stantio degli IDE.

Via | CodeBubble


Open Notebook Science: la ricerca disponibile a tutti

Gio, 11/03/2010 - 09:00

Personalmente credo che il termine “ricerca” sia più adatto di “scienza” a descrivere progetti collaborativi come quello che mi appresto a citare, ma preferire l’uno all’altro non ne cambia la sostanza: oggi si terrà la lectio magistralis di Lawrence Lessig a Roma, perciò riprendere il tema dell’apertura in ambito scientifico appare più che mai appropriato. E non si tratta soltanto di codice.

Del resto anche alla base della filosofia GNU non c’è soltanto il free software — a prescindere da certe derive umoristiche: un esempio virtuoso riguarda infatti Open Notebook Science, ovvero un progetto per la pubblicazione in tempo reale di appunti, test e risultati della ricerca per la loro divulgazione a livello di comunità scientifica e al mondo intero.

I documenti che espongono i loghi dell’iniziativa – aderendo ai principi che nel 2008 hanno portato alla realizzazione di un concorso mirato all’assegnazione di fondi – riguardano principalmente la biochimica, ma le linee guida possono essere applicate a qualunque materia. Chissà che Lessig non riesca a fare presa sull’università italiana in questo senso.


Nel nuovo kernel Linux 400 mila righe di codice in più

Mer, 10/03/2010 - 16:30

Dopo il poco successo riscontrato dall’ultimo kernel (il 2.6.33), che come abbiamo scritto secondo alcuni test sarebbe per diversi aspetti molto meno performante dei due precedenti, Linus Torvalds ha annunciato la prima release candidate di quello nuovo, che contiene già 400 mila righe di codice in più.

Una tonnellata di cambi, annuncia Linus, con circa la metà relativa ai driver. Un 5% riguarda la nuova subdirectory sound e un 10% i firmware. Il resto è diviso fra update e altre cose, fra cui il supporto al nuovo filesystem logfs. In termini di numeri, sono 6.500 i file cambiati e 175 mila le linee di codice cancellate.

Sean Michael Kerner ha però notato che gli 850 developers che hanno contribuito a questa release sono decisamente meno dei 1.150 che finirono il kernel 2.6.30. E nel post che ha pubblicato sottolinea come di strano ci sia anche il fatto che il kernel 2.6.33 è stato rilasciato solo poche settimane fa, con non poche novità.

Foto | Pleeker


Firewall Builder 4.0 Beta

Mer, 10/03/2010 - 15:00


Firewall Builder è un software grafico che vi aiuta a gestire un firewall per la vostra macchina.

In questi giorni ha raggiunto la versione 4.0 beta che rappresenta una nuova major version e che gli sviluppatori considerano sufficientemente stabile da testare per gli utenti.

Questa nuova versione ha come caratteristica principale il supporto per configurazioni in alta affidabilità usando heartbeat, vrrpd, keepalived, conntrackd, CARP e pfsync. Sperimentalmente è disponibile anche l’integrazione con IpCOP. L’interfaccia grafica ora consente livelli infiniti di undo/redo.

Via | FwBuilder


gTimelapse, un programma per realizzare video time lapse

Mer, 10/03/2010 - 13:00


Oggi vi abbiamo dato un’infarinatura sugli strumenti da utilizzare per realizzare un video time lapse.

Nel caso siate affascinati da questo genere di filmati, ma siate un po’ pigri potete provare ad utilizzare un programma scritto appositamente da un utente che si trovava nella vostra medesima situazione: gTimelapse.

Il software è scritto in C++, rilasciato sotto licenza GPL e per la compilazione sono necessarie le librerie libgphoto2 e wxWidgets. Viene automatizzata la realizzazione degli scatti con la corretta esposizione. Per la creazione del video finale è sufficiente lanciare lo script make_vid che fa uso di mencoder.

Via | Ultrawide


Rilasciata Fedora 13 Alpha

Mer, 10/03/2010 - 12:00



Arriva con una settimana di ritardo la prima release di Fedora 13 Goddard, che si annuncia come un progetto di svolta. Con questo rilascio infatti gli sviluppatori hanno intrapreso un nuovo percorso sul quale intendono crescere la distro sponsorizzata da Red Hat, per puntare alla “miglior release di sempre” (cosa che va tanto di moda). E per questo chiedono un maggior contributo a utenti e tester.

Fra le principali novità, la cui lista è amplissima, abbiamo il restyling delle interfacce di controllo (con una più semplice gestione dei colori dello schermo grazie a gnome-color-manager), l’installazione automatica delle stampanti Usb via rete, l’implementazione nativa dei driver Nouveau per le schede nVidia e il supporto per molte webcam dual-mode. Inoltre le performance di RPM sono notevolmente implementate con l’integrazione di RPM 4.8 Beta 1 e Network Manager (che ora supporta il collegamento a Internet via cellulare col bluetooth) può essere gestito anche da linea di comando con l’interfaccia Cli.

L’Alpha di Fedora 13 si presenta come al solito con Gnome e il nuovo Kde 4.4, monta il kernel 2.6.32 e propone Firefox 3.6.1. Può essere scaricata dal sito del progetto sia in versione da installare che live. In attesa della versione Netbook remix su cui lavora la comunity di Fedora (la base è l’Asus eeePc), ponendosi il problema di sostituire Gnome considerato pesante, la discussione sulla nuova F13 è appena iniziata sui forum, a partire da Ipmart-forum.it.

Piccoli ritocchi nel look di Fedora 13


Open Clip Art 2.0

Mer, 10/03/2010 - 11:00


Il team del progetto Open Clip Art Library ha annunciato di aver raggiunto il traguardo della versione 2.0.

La libreria ora contiene più di 26000 immagini in formato SVG donate al progetto da più di 1200 artisti. Un risultato raggiunto dopo 6 anni di lavoro. Tutte le immagini sono disponibili sotto licenza Creative Commons Public Domain Dedication e possono essere usate anche in ambiti commerciali. Sebbene non obbligatorio è comunque suggerito la citazione della fonte.

Anche il sito ha subito molte modifiche con un nuovo sistema di miniature ed ora è gestito con il framework Aiki. Gli sviluppatori chiedono agli utenti di partecipare allo sviluppo segnalando i bug che possono incontrare.

Via | OpenClipArt


Come realizzare video time lapse con Linux

Mer, 10/03/2010 - 10:00

La tecnica della fotografia time lapse consiste nello scattare una serie di foto ad intervalli regolari e poi montare ogni immagine come singolo frame di un video. Il risultato sarà la sensazione di uno scorrere accelerato del tempo.

Per realizzare un video di questo tipo vi basta collegare la vostra fotocamera a gphoto2 ed impostare ogni quanti secondi volete le foto. Per montare il video non resta che lanciare ffmpeg come potete vedere nella guida realizzata da Gerlos.

Nel caso vogliate vedere altri esempi molto belli di video time lapse potete sfogliare Clickblog.it dove potrete anche trovare alcuni sistemi per realizzare intervallometri che vi consentono di non essere obbligati ad usare un computer.

Via | Gerlos


Banshee 1.6 RC 1 integra le anteprime da YouTube e supporta Telepathy

Mer, 10/03/2010 - 09:00


La prossima versione 1.6 di Banshee – di cui è previsto il rilascio stabile per il 31 marzo – a detta degli sviluppatori sarà una grande release: chi avesse già avuto l’opportunità di provare quanto emerso dal repository Git può confermarlo. Dopo l’introduzione della Grid View e il plugin Mirage alla Genius ci sono almeno altri due motivi per festeggiare.

Anzitutto aggiornando Banshee dal PPA su Launchpad dedicato alle daily build (partendo dal presupposto che si utilizzi Ubuntu) è possibile sfruttare immediatamente la visualizzazione delle anteprime video da YouTube, che ricorda le pagine degli artisti su Last.fm: una funzione simile è prevista anche per Wikipedia, ma non l’ho trovata così utile.

La seconda introduzione è un’estensione per Telepathy che consente la condivisione dei brani in ascolto coi contatti su Jabber: i pacchetti precompilati si trovano nell’archivio PPA di Janvitus, che poi sarebbe Gianvito Cavasoli — che molti conosceranno per lo “storico” repository a 64-bit o, attraverso la comunità italiana di Ubuntu.


Choice Screen di Microsoft: vola Firefox

Mar, 09/03/2010 - 14:30

Quando c’è libertà di scelta, gli utenti scelgono open source. E’ questa la lezione che possiamo trarre leggendo i primi dati sul “Choice Screen” di Microsoft.

Già oltre 50 mila persone hanno scaricato Firefox dalla fine di febbraio proprio grazie al suggerimento del “choice screen” che l’Ue ha imposto a Microsoft per rendere davvero libero l’accesso a Internet. Lo riporta un servizio sul NY Times in cui si fa notare anche che il numero di chi ha scaricato Opera in Belgio, Francia, Gran Bretagna, Polonia e Spagna è triplicato nello stesso periodo.

Pare quindi ben cominciare la battaglia dell’Ue a favore della libertà di scelta in campo software. Siamo ancora a una fase di test del progetto sperimentato in Inghilterra, Belgio e Francia. Il tutto dovrebbe essere operativo da maggio, quando milioni di persone avranno l’opportunità di scegliere prodotti open source al posto di quelli predefiniti Microsoft.

Il choice screen, detto anche ballot screen, si presenta attraverso gli aggiornamenti automatici di Windows Update per XP, Vista e 7. Inviterà a scegliere fra una dozzina di browser, fra cui Explorer, Firefox, Chrome, Safari e Opera. Il NYT cita Statcounter, secondo cui in Europa Explorer è usato dal 46% dei visitatori di siti web, seguito da Firefox col 39%. Opera (6%), Chrome (4%) e Safari (3%) si spartiscono per ora le briciole, mentre gli altri browser non arrivano all’1%. E proprio i “piccoli” browser hanno scritto all’Ue lamentando di non essere ben visibili nella choice screen, benché alcuni abbiamo ammesso di averne già tratto benefici in termini di download.


OpenSSH 5.4 e la nuova modalità "netcat"

Mar, 09/03/2010 - 13:59


Ieri è stata annunciata la nuova versione di OpenSSH: OpenSSH 5.4.

Oltre alle piccole migliorie, correzioni di bug e la disabilitazione predefinita per il protocollo sshv1 è stata finalmente integrata la modalità “netcat”. Fino alla precedente versione se volevate connettervi ad una macchina non raggiungibile direttamente doveva utilizzare lanciare netcat come “ProxyCommand“.

Ora non sarà più necessario e basterà utilizzare il parametro -W per rendere le cose più semplici: “ssh -W host:port ...”

Via | OpenSSH


ZigBee, l'attacco di KillerBees

Mar, 09/03/2010 - 13:00


ZigBee è una specifica realizzata sopra al protocollo IEEE 802.15.4-2003 che consente di realizzare WPAN, wireless personal area network, a basso costo e con consumi ridottissimi. Viene utilizzato per l’automazione in molti ambienti sia critici sia amatoriali.

Joshua Wright ha provato ad analizzare il protocollo dal punto di vista della sicurezza e quel che ne esce è qualcosa di veramente desolante: è persino possibile effettuare un replay attack. Se volete sperimentare con queste periferiche Joshua ha rilasciato KillerBees, una suite scritta in Python.

Dopo il salto potete trovare la lista dei programmi e la loro funzione.

All’interno di KillerBees potette trovare:

  • zbid – List available devices supported
  • zbdump – “tcpdump -w” clone (libpcap or commercial Daintree SNA savefile format)
  • zbconvert – convert capture file formats
  • zbreplay – Replay attack
  • zdsniff – OTA crypto key sniffer
  • zbfind – GUI for ZigBee location tracking
  • zbgoodfind – Search memory dump for key
  • zbassocflood – ZR/ZC association flooder

Via | WillHackForSushi


Ubuntu Lucid Lynx: i bottoni delle finestra a sinistra, ma il Forum li boccia

Mar, 09/03/2010 - 12:00



I bottoni a sinistra del nuovo look di Ubuntu Lucid Lynx non vanno proprio giù a molti utenti. A bocciare il lavoro degli sviluppatori del tema grafico è il sondaggio di Ubuntu Forums in cui il 75% dichiara di preferire i tasti a destra e solo il 9% plaude all’iniziativa. Subito si è animata una discussione senza pace il cui tema è: “Non vogliamo un clone del Mac”. Dibattito che potrebbe lasciare il segno, visto che è stato aperto proprio nella sezione dedicata ai test e alle discussioni sul nuovo Lucid Lynx. Per ora hanno votato poco più di 500 persone, ma per gli sviluppatori è se non altro un segnale.

Perché si discute così animatamente se di ufficiale non c’è ancora nulla? Perché da giorni gira per la blogosfera il changelog apparso venerdì e che dà una sorta di ufficialità ai bottoni a sinistra. Eccolo:

ght-themes (0.1.5.4) lucid; urgency=low
* debian/gconf-defaults:
- correctly set the wm buttons on the left corner

La cosa che più fa discutere del nuovo look di Ubuntu Lucid Lynx è proprio la posizione dei bottoni di comando delle finestre, apparsi spostati sulla sinistra nei primi screenshot del nuovo tema arancione-viola di default. Certo i pulsanti si possono riportare subito a destra come tanti raccontano di aver già intenzione di fare in giro per il web, per esempio Chimera Revo. Volendo possiamo anche scaricare il tema per vedere che effetto ci fa. Piccolo particolare: in questo caso, non essendo ancora nei repository lo spostamento dei bottoni a sinsitra, ce li dobbiamo spostare noi con cgonf-editor. Poi aggiungere il nuovo wallpaper e chiederci se il nuovo Mac look style, come da più suggerito, sia piacevole o meno. Su webupd8.org poi abbiamo un’analisi per filo e per segno delle somiglianze, che già anche noi di Oss avevamo segnalato.

I nuovi colori di Ubuntu


OpenMicroblogging è diventato OStatus

Mar, 09/03/2010 - 11:00

StatusNet (un progetto che mi sta particolarmente a cuore) non si è certo dimenticato della propria anima open source, a prescindere dalla scalata al settore enterprise: quando la società – che ancora si chiamava Laconica – lanciò identi.ca cominciò a lavorare a una specifica per il microblogging che superasse i limiti di Twitter — il progetto si chiamava OpenMicroblogging.

Oggi OpenMicroblogging “punta” direttamente a OStatus, che non è soltanto un redesign strategico del brand: si tratta di un progetto d’ampio respiro che tiene conto delle ultime novità del web 2.0 e ne propone l’utilizzo in associazione al microblogging. Un esempio è costituito da PubSubHubbub, ultimamente abbracciato anche da WordPress… e non solo.

OStatus integra pure Activity Streams (insieme a PuSH in uso anche per Google Buzz) e soprattutto WebFinger, riesumato da GMail — l’unificazione delle conversazioni è affidata al protocollo Salmon. Sono tutte feature già presenti nel core di StatusNet e che gli sviluppatori consigliano all’intera comunità per un’intercomunicazione tra piattaforme sempre più performante. Diventerà uno standard come OAuth?


Gearman

Mar, 09/03/2010 - 10:00


Gearman è un framework che vi consente di dividere il carico di lavoro su più macchine.

Il sistema lavora in parallelo con load balancing, si possono chiamare funzioni scritte in linguaggi diversi e può essere utilizzato sia per ottenere High Availability sia per sistemi più semplici. Una curiosità: il nome deriva dall’anagramma della parola Manager e fu scelto da Danga Interactive
che diede il via al progetto.

Un sistema che utilizza Gearman è diviso in tre parti: un client, un worker ed un job server. Il client crea il job ed invia la richiesta al job server che troverà un worker adatto al suo svolgimento come potete osservare nello schema in copertina.

Le varie parti comunicano utilizzando l’api fornita dal framework senza necessità di ricorrere all’utilizzo diretto di socket.

1 # Reverse Client Code
2 $client= new GearmanClient();
3 $client->addServer();
4 print $client->do("reverse", "Hello World!");

1 # Reverse Worker Code
2 $worker= new GearmanWorker();
3 $worker->addServer();
4 $worker->addFunction("reverse", "my_reverse_function");
5 while ($worker->work());
6
7 function my_reverse_function($job)
8 {
9 return strrev($job->workload());
10 }

Via | Gearman


BigBlueButton è una soluzione open source per le videoconferenze

Mar, 09/03/2010 - 09:00


Skype è indubbiamente il leader delle conversazioni audio/video tra utenti privati, ma il VoIP per il settore enterprise èdi sicuro appannaggio dell’open source: un’ulteriore conferma arriva con BigBlueButton — un’applicazione per organizzare videoconferenze professionali dal nome piuttosto curioso, rilasciata sotto licenza LGPLv3.

Per installare BigBlueButton – che recentemente è stata inserita tra le applicazioni suggerite da Asterisk Exchange (uno shop online per device e software dal popolare server PBX) – occorrono Linux e/od OS X, ma grazie alla virtualizzazione è installabile su pressoché qualsiasi piattaforma: basato su SIP, è una risorsa utile per il crowdsourcing.

Il codice di BigBlueButton è su Google Code e supporta espressamente la versione server di Ubuntu: tra le feature – oltre alla possibilità di ospitare conversazioni multi-utente – è molto apprezzabile l’integrazione di un viewer per le presentazioni che supporta anche Word, Excel e PowerPoint. È disponibile una demo online per valutarne tutte le funzionalità.

Via | Web Resources Depot